Volere capire la Vita
Scaviamo nella notte con le mani nude,
pretendendo che il dolore ci mostri
una ragione per ogni assenza,
una forma pulita per questo
disordine che ci portiamo dentro.
Chiediamo al tempo di spiegarci
perché le cose finiscono,
perché la bellezza debba sempre
marcire ai margini del giorno,
perché ci si svegli una mattina
con il cuore più pesante
senza che nulla, fuori, sia cambiato.
Ma la vita non ha risposte da darci.
Non è un enigma da risolvere,
né un debito da saldare.
È un fiume cieco che rompe
gli argini e travolge i nostri
piccoli ponti di logica,
le nostre preghiere mai espresse,
i nostri "perché".
Accanirsi a volerla capire
è una tortura sottile
che ci inventiamo da soli:
è come voler trattenere
la nebbia nei pugno,
o pretendere che il mare
ci chieda scusa mentre
ci trascina via dal bagnasciuga.
Restiamo qui, con gli occhi stanchi
di cercare un disegno dove c’è soltanto
un'immensa, spietata casualità.
E la cosa più struggente,
la piaga che fa più male,
è rendersi conto che questo affanno
è stato inutile fin dal primo giorno.
?Non c’è nessun segreto
nascosto sotto la pietra.
C’è solo questo momento
che brucia e se ne va,
mentre noi,
occupati a decifrare il buio,
ci dimentichiamo semplicemente di tremare.